Giuliano Bimbi – poeta e scrittore

Ci avviciniamo al 25 aprile, festa nazionale che celebra la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Una data importante per tutti gli italiani. Per questo motivo, oggi ti voglio raccontare di uno scrittore e poeta nato e vissuto in Toscana… che ho avuto la fortuna di conoscere bene. Un intellettuale non da salotto, come l’hanno giustamente definito: Giuliano Bimbi.

Viareggino di nascita, ha espresso la sua toscanità nel carattere asciutto e pratico a cui si contrapponeva la finezza dello stile della sua penna, capace di mostrare la bellezza della natura e l’animo umano, nei loro più intimi risvolti. Sempre coi piedi per terra eppure, al tempo stesso, capace di condividere coi suoi simili, ideali appassionati. Forte e sensibile al tempo stesso, temprato da una vita che lo aveva posto davanti a gravi prove e gli aveva forgiato l’animo, facendolo maturare in fretta, forse molto di più di quello che avrebbe realmente desiderato.

Giuliano Bimbi (Viareggio, 1911 – 2009) vincitore del premio Lerici – Pea (medaglia d’oro del Senato) per la poesia e del premio letterario Massarosa, ha pubblicato quattro raccolte di poesie e ha redatto, con Francesco Bergamini, il documentario storico “Antifascismo e Resistenza in Versilia”.  Collaboratore di riviste e testate giornalistiche, per anni ha raccontato su “Viareggio Ieri” le vicende storiche e culturali della perla della Versilia.     

Come ti dicevo, mi sembrava quanto mai opportuno raccontarti di questa figura che rappresenta bene il nostro territorio e un certo momento storico, proprio adesso, che ci stiamo avvicinando alla data del 25 aprile, la Festa della Liberazione.

L’antologia da me curata di poesie e racconti “Viareggio, Venere acerba”, Pezzini editore, è stata presentata il 18 maggio del 2019 nel museo GAMC in piazza Mazzini a Viareggio per ricordare Giuliano Bimbi, a dieci anni dalla sua scomparsa (1911-2009).

Viareggio Venere acerba si compone di due parti: poesia e prosa. 

  • Le poesie sono raggruppate per temi:  Viareggio, l’altraI cari affetti;  I pensieri del cuore;  La guerra, la prigionia.  

Sono state selezionate, secondo una mia personale sensibilità, dalle quattro raccolte pubblicate quando ancora Giuliano Bimbi era in vita: L’ultimo voloDi esistere ancora ci è datoL’umana fiducia e Il canneto reciso

  • La prosa è una raccolta di articoli giornalistici e racconti.  

Gli articoli, la maggior parte dei quali tratti da Viareggio Ieri,affrontano tematiche strettamente legate alle vicende della città: l’emigrazione da San Benedetto del Tronto, i festeggiamenti di Carnevale negli anni 20, la cultura viareggina a cavallo tra le due guerre, il taglio della “Macchia” agli inizi dell’800 e la nascita dei primi insediamenti abitati nei pressi dell’antico castello di via Regia. 

racconti, narrano vicende legate alla guerra, alle esperienze dolorose della prigionia e della Resistenza al Nazifascismo. 

Vorrei riportarti, in particolare, questa poesia contenuta all’interno del libro: Sulla Sprea. Il titolo rimanda al fiume La Sprea, lungo le cui sponde si combatté la battaglia di Berlino nel 1945, decisiva per le sorti della Seconda Guerra Mondiale.

In quei giorni di primavera del 1945, la Germania nazista capitolava (“… il tempo dei Werther è finito…”) e Giuliano Bimbi celebrava con queste strofe la fine della guerra e la ritrovata speranza per giorni migliori.

Giuliano Bimbi - poeta e scrittore - La signora del bello
Sulla Sprea – poesia tratta da Viareggio Venere acerba

                                                                                

Di seguito ti riporto anche la prefazione all’antologia Viareggio Venere acerba, scritta da Adolfo Lippi che ha ben saputo cogliere il carattere del personaggio:

Vi fu una generazione di viareggini, nata intorno al 1910, che produsse quadri, libri, poesie, racconti. Erano intellettuali ricchi di letture ad artisti fini. […] In questo mileu di caratteri forti, personalità originali, talenti ben espressi e maturati, Giuliano Bimbi spiccò, […] nonostante gli mancassero la mai cercata mondanità, il facile successo, il rapporto spettacolare con il mondo, con una forte coscienza puntata invece su uno sguardo sempre onesto alla natura, ai sentimenti, ai fatti culturali che avvenivano e che Giuliano Bimbi ragionava macerando una malinconia che lo rodeva ed era la malinconia di Rilke, quella degli appartati che non si riscaldavano, se non in piccole quotidiani gioie, alla vasta bellezza del mondo.

Giuliano Bimbi - poeta e scrittore - La signora del bello
Cinque artisti in passeggiata a Viareggio. Bimbi è al centro. Gli altri da sinistra: Baroni, Pardini. A destra Santini e accanto a lui Rolando Rossi.

Riassume bene la vita di Giuliano Bimbi anche questo articolo, scritto dalla giornalista Ilaria Bonuccelli e pubblicato il giorno prima del novantesimo compleanno di Bimbi, il 27 maggio 2001:

VIAREGGIO. Giuliano Bimbi domani compie 90 anni. Continua a leggere i classici, a coltivare la passione per le monete antiche e per i versi. Con la stessa ritrosia che lo porta a non rammentare mai di aver vinto il premio Lerici-Pea (medaglia d’oro del Senato) per la poesia e anche il premio letterario Massarosa. Considera la sua  amicizia con Renato Santini, Eugenio Pardini – i pittori che hanno illustrato alcune sue raccolte di versi – un fatto del tutto personale. E non si rivolge mai in termini di «cenacolo cultu­rale», ai suoi amici di giovinezza, tutti scrittori persi per strada, Silvio Micheli, Leone Sbrana, Leonida Repaci. Di rado cita persino Mario Tobino, innamorato dei carciofi ri­pieni che la Pasqua – la compagna di una vita – si dilettava a cucinare nella vecchia casa di Lido di Camaiore, vicino alla villa di Rosso di San Secondo. Giuliano Bimbi è un in­tellettuale. Ma non da salotto. Forse perché la sua cultura (solida) se l’è costruita da solo, imparando il francese per leggere Flaubert in lingua originale e un po’ di tedesco per gustare la musicalità aspra di Goethe. E forse perché nella sua vita la poesia si è fatta spazio fra i vari lavori, la Resistenza e perfino la deportazione in Germania. È talmente scrittore e poeta, Giuliano Bimbi, da avere perfino un romanzo completo mai pubblicato. Ma in vita sua Bimbi ha scritto molto e bene. Ha pubblicato quattro raccolte di poesie: «Il canneto reciso» 1958; «L’umana fiducia» 1967; «Di esistere  ancora   ci  è  dato» 1975; «L’ultimo volo» 1987 e un documentario storico «Antifascismo e Resistenza in Versilia», insieme all’amico Francesco Bergamini, con cui per anni ha condiviso l’avventura di «Viareggio ieri», memoria storica e culturale della perla del Tirreno. Ma non solo: Bimbi è stato un collaboratore illustre di molte testate, dal Telegrafo all’Eco di Bergamo, e di riviste importanti come Il mondo di Pannunzio. La sua vita, però, non è stata solo di lettere. Anzi. Nasce il 28 maggio del 1911 in via Fratti, nella zona del mercato e frequenta le scuole tecniche, dove primeggia in italiano. E si lascia contagiare dalla passione per la poesia. Non lo contagia, invece, il Fascismo e si rifiuta di iscriversi al partito di Mussolini. Riesce a scampare alle botte grazie a uno stratagemma: quando lo vengono a cercare a casa, la mamma racconta che è già iscritto alla sezione di Pietrasanta.

Giuliano Bimbi
Turingia – poesia scritta da Bimbi durante la prigionia – Dalla mostra “Sui viali a mare… erano cresciuti i girasoli” a cura di Stefano Bucciarelli, in occasione del 75° anniversario della Liberazione di Viareggio del 16 settembre 1944

Non gli va così bene con la seconda guerra mondiale: dopo 1’8 settembre 1943, lui che repubblichino non è, viene deportato dai tedeschi in Germania vicino Lipsia, nei campi «di lavoro coatto», dove resta quasi due anni, alternando il ruolo di traduttore (grazie al tedesco imparato leggendo Goethe) a quel­lo di minatore, al quale veniva retrocesso ogni volta che sabotava i carrelli della miniera. Lo libera l’armata rossa e torna a casa carico di libri e di una macchina da scrivere tedesca con l’aquila impressa, simbolo dell’impero appena caduto. Gli incubi, però, continuano per anni. Non si cancellano le ore passate in un vagone piombato, in­sieme a uomini impazziti. Quando torna in Italia Bimbi pesa 47 chili. E ha difficoltà a trovare lavoro, uno qualunque, lui che da ragazzo aveva anche venduto le stoffe dal Marchi, in via Garibaldi, dove oggi c’è la banca Commerciale. Per un po’ lavora al casinò Principe di Piemonte, poi, però, lo chiudono. Alla fine, grazie a un «compagno» trova un posto da impiegato all’ospedale, prima come straordinario, poi fisso, fino alla pensione. Nel frattempo con­tinua a scrivere, a leggere – è il momento di Keruac e della beat generation – e a coltivare l’amicizia con Santini e Pardini. Con cui è anche il giorno in cui, ragazzo, incontra sua moglie, Pasqua, durante una gita in campagna. La guarda e si innamora. Lei è bellissima, lui già un poeta. E con la sua luna di parole la conquista. (il. bo.)

Giuliano Bimbi - poeta e scrittore - La signora del bello
Quarta di copertina dell’Antologia Viareggio Venere Acerba – la poesia che si legge da il titolo al libro.

È stato un piacere per me raccontarti e farti scoprire uno scrittore che forse ancora non conoscevi e che io… da nipote, ho avuto al fortuna di conoscere bene!

Sì, Giuliano Bimbi era mio nonno… e ne sono molto orgogliosa. 

Giuliano Bimbi - poeta e scrittore - La signora del bello

Buon 25 aprile a tutti!

Vorrei raccontarti di altri intellettuali e artisti che hanno contribuito a rendere grande il nome della Toscana…

… ma queste sono altre storie e te ne parlerò un’altra volta.

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Beatrice Fornaciari

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