Se anche tu condividi l’importanza del bello, dell’arte e la valorizzazione della produzione locale, oggi ti voglio raccontare di un’iniziativa di una sartoria artigianale dal titolo: “L’urlo dell’artista” che s’è svolta lunedì 10 maggio, alla sola presenza degli addetti ai lavori, in uno dei più bei palazzi cinquecenteschi del centro storico di Lucca.
Hai presente quegli edifici storici tutti affrescati?… proprio in uno di essi, per la precisione palazzo Burlamacchi, ha avuto luogo la sfilata di cui ti vado a parlare.

In questo palazzo ha sede l’Atelier Ricci.
Si tratta di una sartoria artigianale, attiva da quarantacinque anni. Un’attività iniziata da Piero Ricci, con abiti sartoriali da uomo, e poi portata avanti da sua figlia Patrizia, stilista e titolare dell’Atelier, che oggi realizza magnifici abiti da donna: “Sono pezzi unici, realizzati su misura con stoffe pregiate. Seguo l’iter dalla scelta del tessuto a quella del modello e le prove. Prima della situazione che stiamo vivendo, ospitavamo spesso eventi, per far conoscere il nostro atelier, non avendo attivato il servizio on line. Il motivo è che crediamo fermamente nell’abito cucito sulla persona, che può variare a seconda delle esigenze”. L’Atelier dal primo studio, in via Nuova si è poi trasferito in Piazza del Carmine e infine dal 1995 in via Burlamacchi.
Durante la giornata di lunedì, dedicata all’arte e all’artigianato, nell’intento di valorizzare il Made in Italy, si è svolta la sfilata con gli abiti della sartoria artigianale.

“È stata impegnativa ma molto soddisfacente. Per la realizzazione delle scenografie, abbiamo coinvolto lo scultore d’arte contemporanea Alexey Morosov. Il titolo dell’evento è stato ispirato proprio ad alcune sue sculture (delle Cariatidi nell’atto di urlare). Durante la sfilata è stato realizzato un fashion film da Lavinia Andreini, per richiamare l’attenzione su un settore che in questo momento sta attraversando molte difficoltà, con gli eventi azzerati e i locali chiusi”.

Un grido d’allarme dunque, che Patrizia Ricci ha trasformato, insieme ad altri esponenti toscani del suo settore, in un’idea creativa.
Insieme alla Ricci e a Morosov, hanno partecipato lo stilista delle acconciature e del look Luca Piattelli, Hero Bardaro e Nicola Barbato delle calzature artigianali Ginevra Barbato e Serena Bianchi di Filodise (accessori realizzati a mano col filo di seta). Ha fatto da colonna sonora dell’evento la musica dei Piqued Jack, rock band dal respiro internazionale.


Quest’edizione numero zero dovrà diventare, nelle intenzioni degli organizzatori, un appuntamento annuale per promuovere prodotti e servizi che rappresentano le eccellenze del territorio. Come ti ho accennato, di questa giornata è stato realizzato un fashion film, grazie a una troupe professionale, composta dalla fotografa e video maker lucchese Lavinia Andreini e da Michele Celli. Le riprese dell’evento saranno divulgate nei prossimi giorni attraverso il canale Facebook dell’Atelier Ricci e chi vorrà potrà condividere il video de “L’urlo dell’artista” per amplificarne il significato e il messaggio.

L’Atelier ha già un altro evento in calendario, sabato 15 maggio e domenica 16: “Artigiani in Atelier”. Vi parteciperanno artigiani di borse, collane, orecchini e abbigliamento da tutta la Toscana. “L’atelier ha deciso di aprire le sue sale per ospitare diverse realtà dell’artigianato. Visto il periodo di restrizioni si cerca di offrire loro un’opportunità perché possano mostrare le loro creazioni”.
L’atelier rimarrà aperto dalle 10 alle 19, con ingresso gratuito ed è gradita la prenotazione per garantire il rispetto delle norme anti COVID.
Vorrei raccontarti di tante altre realtà in Toscana che contribuiscono ad accrescere la fama del Made in Italy…
… ma queste sono altre storie e te ne parlerò un’altra volta.
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